“Flânerie”, al laboratorio aperto, per capire come è cambiata la visita alle città d’arte (video)

Come è cambiata l’esperienza di visita alle città e ai luoghi d’arte? Come possono essere soddisfatte le aspettative di chi pratica il turismo culturale dopo la pandemia? Come influiscono le nuove tecnologie sul modo di concepire un museo, di esplorare un luogo, di fruire di un’opera d’arte? E infine, la “flânerie”, il piacere di vagare oziosamente, senza fretta, per le vie cittadine può essere un’esperienza ancora attuale? Prova a rispondere a queste domane la due giorni di approfondimenti, incontri ed esperienze, intitolata appunto “Flânerie”, in programma al Laboratorio aperto di Modena (in via Buon Pastore 43) oggi e domani che, attraverso gli interventi di esperti e la presentazione di “case history” nazionali, apre nuovi sguardi sul turismo culturale nelle città d’arte. Per informazioni: laboratorioapertomodena.it. Aperta dai saluti dell’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi e di Marta Pellegrino, la giornata propone l’esperienza dei cammini nelle città d’arte, presentata dalla stessa Lo Surdo, una riflessione sul “Perdersi negli interstizi urbani” con Giampaolo Nuvolati, docente del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale della Bicocca di Milano, l’intervento del “Sentieraio” Alberto Renzi, le esperienze della caccia al tesoro digitale per scoprire Ferrara.

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