Urologia, approda a Modena il progetto ECOFoodFertility

Il 21 settembre al Centro Didattico si parla di fertilità maschile e inquinamento

Mercoledì 21 settembre, a Modena si parla di fertilità maschile e inquinamento al terzo incontro nazionale del Progetto di Ricerca EcoFoodFertility (www.ecofoodfertility.it) dopo il primo ad Acerra nel 2016, dove è nato il progetto, e quello di Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità nel 2018. EcoFoodFertility è promosso dalla Rete Nazionale Interdisciplinare per la Salute Ambientale e Riproduttiva (R.I.S.A.R. https://www.ecofoodfertility.it/rete-nazionale/ ricercatori) che si riunisce per la prima volta a Modena. L’appuntamento è nell’Aula Magna del Centro Didattico a partire dalle 8,30.

“Il campo di azione sulla Salute Riproduttiva ed Ambientale su cui si è concentrato il progetto – spiega il prof. Salvatore Micali, Direttore dell’Urologia e Docente UNIMORE – alla luce dei risultati ottenuti e quelli in corso, rappresenta ormai un’esperienza unica nel panorama nazionale ed europeo. Si stanno aprendo scenari del tutto nuovi e fortemente promettenti nell’ambito della ricerca sui più fini meccanismi del rapporto Ambiente Salute, che vedono nel liquido seminale una importante e decisiva chiave di lettura. Inoltre, l’importanza della prevenzione primaria si riflette sempre più nel salvaguardare la salute riproduttiva e generale delle presenti e future generazioni. Questa attenzione, soprattutto rivolta al genere maschile, sta incrementando sempre di più l’adesione di nuovi collaboratori nazionali ed internazionali”.

Lo studio è iniziato nel 2018, e ha prontamente ricevuto l’approvazione del comitato etico. Sono stati reclutati 180 studenti provenienti dalle Facoltà di Medicina ed ingegneria e dalle quinte classi dei licei di Modena. Lo studio ha permesso anche di sensibilizzare gli studenti sull’importante tema della prevenzione uro-andrologica in relazione a cibo ed inquinamento. I risultati sono stati analizzati dall’ASL di Salerno. È emersa una riduzione della fertilità di questi giovani in assenza di patologie che potessero giustificare questo dato. Inquinanti come diossine e metalli pesanti hanno mostrato una correlazione coi livelli di infertilità. Il nostro obiettivo è quello di trattare questi pazienti con adeguati cambiamenti degli stili di vita, alimentazione sana e con la prevenzione. Risulta fondamentale affrontare questo problema in modo trasversale. Proprio per questo l’evento che si terrà a Modena coinvolge anche nomi di assoluto rilievo in ambito ginecologico, endocrinologico e laboratoristico.

Questo incontro vuole essere un momento di confronto e discussione sui risultati raggiunti, sui progetti in corso, su quelli definiti e da attivare. Per questo motivo l’accesso per i cittadini è libero.

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