“COMpio Vent’Anni”. Il Centro Oncologico Modenese festeggia due decenni di attività

L’evento aperto alla cittadinanza in Aula Magna al Centro Servizi sabato 18 dicembre 2021

Il Centro Oncologico Modenese compie vent’anni. Era, infatti, il 18 dicembre 2001 quando il cantiere fu completato e mise la nuova struttura a disposizione della cittadinanza. Due anni dopo, il 1° febbraio 2003, alla presenza di Romano Prodi, allora Presidente della Commissione Europea, il Centro Oncologico Modenese venne intitolato a Pier Camillo Beccaria.

Per celebrare questo traguardo, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha organizzato per domani, sabato 18 dicembre, una festa aperta alla cittadinanza dove verrà tracciato un bilancio di questo ventennio e verranno premiati i professionisti che hanno contribuito a far crescere la struttura. Appuntamento dalle 9,00 alle 12,30 nell’Aula Magna del Centro Servizi del Policlinico di Modena.

“La nascita del Centro Oncologico Modenese è stata possibile grazie alla generosità del territorio in tutte le sue forme e grazie all’operoso tessuto sociale che storicamente lo caratterizza”, dichiara l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia – Romagna, Raffaele Donini. “Il lavoro di ricerca e assistenza nato allora prosegue oggi ispirandosi ai valori fondamentali della continuità assistenziale per il paziente oncologico tra ospedale e territorio. In tutto questo giocherà un ruolo fondamentale il potenziamento della Rete Oncologia Regionale che collega e valorizza ulteriormente le diverse strutture ospedaliere del nostro territorio regionale”.

“La nascita del Centro Oncologico – commenta il dott. Claudio Vagnini, Direttore generale dell’AOU di Modena – segnò un momento cruciale nella storia della ricerca, della didattica e dell’assistenza nel campo delle malattie oncologiche. Grazie a questa realizzazione, infatti, un edificio moderno e funzionale ospitò l’Oncologia, l’Ematologia e i laboratori di ricerca. L’edificio era collegato con il corpo di fabbrica di Pneumologia e quello della Medicina Nucleare e della Radioterapia. Venne, così, creato un grande polo oncologico che inaugurò idealmente anche un nuovo modo di lavorare per le aziende Ospedaliero – Universitarie, quello dei Dipartimenti ad Attività Integrata, omogenei per disciplina. Il Centro Oncologico ha costituito la base per la conferma e il potenziamento del Policlinico come polo di eccellenza a livello regionale per le malattie onco-ematologiche. Questa filosofia è ancora nostra, visto che è in programma la realizzazione della nuova Chirurgia Oncologica e Senologica proprio qui vicino, nella Palazzina di Pneumologia”.

Il progetto del Centro Oncologico costò 13 milioni di euro e offrì al Policlinico di un edificio moderno e funzionale, dotato allora di 76 posti letto di degenza ordinaria, in camere da 1 o 2 posti letto, dotate di tutti i comfort. Il Day Hospital dispone di 34 postazioni (letti o poltrone) in grado di assicurare prestazioni terapeutiche giornaliere ad un numero rilevante di pazienti. I laboratori universitari di ricerca, collocati al quarto piano, erano l’apporto più avanzato per la diagnosi e lo studio delle patologie onco-ematologiche, permettendo la caratterizzazione biologica delle singole neoplasie. Oggi i posti letto sono sostanzialmente invariati sebbene i pazienti siano in progressivo aumento.

“Il COM nacque grazie alla generosità dei modenesi – aggiunge il dottor Vagnini –: cittadini, mondo finanziario e industriale, istituzioni e associazioni. In questo cammino furono importantissimi, tra gli altri, il ruolo dell’Associazione Angela Serra, che coordinò una parte importante della raccolta fondi, e la figura di Pier Camillo Beccaria, il cui esempio costituì un importante volano per veicolare le migliori energie della comunità. Un pensiero va al Sindaco e va, tra gli altri, ad Angela Serra, specializzanda in Ginecologia del Policlinico, nel cui ricordo è cominciato il cammino dell’Associazione che porta il suo nome. In tutti questi anni Angela Serra, LILT, AIL e tanti privati cittadini hanno continuato ad aiutare il COM con donazioni in denaro e acquisto di apparecchiature. A tutti loro va il nostro ringraziamento”.

Il Direttore sanitario dell’AOU, dottor Luca Sircana, aggiunge: “Gli ultimi anni in particolare segnano un aumento dello sviluppo in termini sia di diagnostica che di terapie, nonché la possibilità di vedere un consistente aumento della sopravvivenza con dati che fino a poco tempo fa erano impensabili. Questo implica sicuramente un impegno importante delle risorse per quanto riguarda i follow up, ma costituisce anche un elemento di successo, visibile a livello di outcome”.

Prosegue il dottor Sircana: “Oggi guardiamo al futuro, in particolare alla terapia personalizzata in oncologia, che rappresenta la nuova frontiera in termini di clinica e di ricerca”.

“Quando fu inaugurato – aggiunge il dottor Giuseppe Longo, Direttore Dipartimento Oncologia ed Ematologia AOU Modena – il Centro Oncologico era una struttura adeguata ad assorbire il fabbisogno di posti letto, ambulatori e laboratori di ricerca necessari per l’Onco-Ematologia di allora. Oggi, la struttura comincia a sembrare piccola, ma questa consapevolezza va vista come la dimostrazione che la ricerca in questo campo ha fatto molta strada. Quando nacque il COM, infatti, il cancro era ancora chiamato “il male incurabile”. Oggi è certo ancora una grave patologia, ma non è più una sentenza”.

I dati AIRTUM indicano un costante aumento del numero degli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore: circa il 3% l’anno. Il numero di italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore era di 2,2 milioni nel 2006 ed è aumentato sino a oltre 3,6 milioni nel 2020. Di queste persone, 53% sono donne, pari al 6% dell’intera popolazione femminile italiana e il 47% sono maschi, pari al 5,6% della popolazione maschile italiana.

Un altro dato importante è quello relativo alla riduzione dei decessi rispetto al 2015: sono in diminuzione sia negli uomini (-6%) che nelle donne (-4,2%), legati ai progressi ottenuti in ambito diagnostico-terapeutico.

In questi ultimi 20 anni le terapie sperimentali hanno vissuto un incremento del 70-80% in ematologia. Sono stati eseguiti ad oggi oltre 1370 trapianti di midollo osseo/staminali emopoietiche in collaborazione stretta con il Servizio Immuno-Trasfusionale. In Oncologia, solo negli ultimi 4 anni, si è passati da 125 a 210 protocolli sperimentali di cura attivi.

“Modena vanta una grande tradizione scientifica nelle malattie onco-ematologiche”, aggiunge il prof. Mario Luppi, Direttore Struttura Complessa Ematologia AOU Modena. “Per fare un esempio, la grande scuola ematologica di Edoardo Storti, Carlo Mauri ed Umberto Torelli già nel 1959 pubblicava i primi studi sui trapianti di midollo. Tra gli autori di questo studio c’è il prof. Tullio Artusi, scomparso poche settimane fa che desidero qui ricordare. Questa grande vocazione alla ricerca applicata alla clinica ha trovato, vent’anni fa, terreno fertile per germogliare nel COM, grazie all’ impulso formidabile in ematologia, in tempi successivi, del mio maestro diretto, il prof Giuseppe Torelli. Questa storia vogliamo raccontare domani, in una festa che vuole essere anche un momento di restituzione alla cittadinanza del lavoro fatto”.

“Grazie a vent’anni di lavoro oggi stiamo riuscendo a portare le ricerche sulle terapie cellulari in clinica. Il COM è anche questo: l’opportunità di trasferire la ricerca fino al paziente, grazie al lavoro dell’Unità di Fase 1, dei laboratori e al substrato clinico, forti di 20 anni di ricerche alle spalle”, riferisce il prof. Massimo Dominici, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’AOU Modena. Il quale prosegue: “Abbiamo concepito questo evento come una festa – prosegue – per ricordare tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del COM e, con esso, a quella dell’Onco-Ematologia modenese. Per questo motivo premieremo le figure professionali e le associazioni che ci hanno aiutato in tutti questi anni. Un pensiero andrà a tutti i nostri pazienti e ai loro familiari”.

Un po’ di storia

Già nel settembre 1990 il consiglio direttivo dell’Associazione Angela Serra cominciò a discutere l’ipotesi di impegnarsi per la costruzione del Centro Oncologico. Nel settembre 1994 morì di cancro il sindaco di Modena Pier Camillo Beccaria che espresse la volontà che in sua memoria venissero donati fondi all’Associazione Angela Serra – Associazione per la ricerca sul cancro. Sull’onda emotiva di questa morte prematura, la città rispose compatta alla proposta di una sottoscrizione per la creazione di un nuovo Centro Oncologico. Scopo del progetto era creare una struttura capace di offrire alla città un Centro all’avanguardia, per valorizzare la lunga tradizione onco-ematologica del Policlinico. Sia il Policlinico di Modena, sia l’Università accolsero con entusiasmo la proposta e anche il Comune di Modena e la Provincia si dichiararono interessati. Furono moltissimi gli eventi che segnarono il cammino della raccolta fondi. Nel 1995 ci fu una campagna di sottoscrizione per il Centro Oncologico Modenese promossa da COOP Estense dal 20 Gennaio al 4 Febbraio che raccolse 210 milioni di lire. Il 18 febbraio 1995, in accordo con i Dirigenti della Pallavolo Modena durante la partita di volley Daytona Modena – Sisley Treviso vennero sorteggiate le magliette dei giocatori: il ricavato dei biglietti venduti per partecipare all’estrazione venne interamente devoluto al COM. Iniziativa analoga si tenne il 23 febbraio 1995 durante la partita di basket il Menestrello Modena – TeamSystem Rimini. L’11 maggio 1995 una festa degli studenti dell’Università di Modena vide devoluto l’incasso al Centro Oncologico. Il 3 luglio Andrea Bocelli tenne un concerto in favore del COM in Piazza Grande.

Quando, il 1° febbraio 2003, il Centro fu dedicato a Pier Camillo Beccaria, fu scoperta una targa che ancora oggi accoglie il visitatore nell’atrio del COM e che riporta una frase del sindaco scomparso: “Non chiamatemi Sindaco Coraggio, sto solo facendo il mio dovere. Sulle mie decisioni ha influito l’esempio che mi è venuto, nella mia esperienza di amministratore, da tanti cittadini o associazioni che non chiedevano favori o raccomandazioni, ma solo che fossero create le condizioni che consentissero loro, nonostante la malattia, di poter continuare a svolgere una normale vita lavorativa. Pier Camillo Beccaria, Sindaco di Modena 1992-1994”.

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